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Capitolo PRIMO: 28 Giugno 2007
30 giugno 2007
Mi siedo per una nuova prima volta affianco ai miei compagni, già disposti a cerchio. Una tavola rotonda, dunque, segno inconfondibile, già prima delle parole, di quello che sono.

Ho dedicato questo incontro all’ascolto: non ho avuto bisogno della mia voce per sentirmi a casa. C’erano quelle dei miei compagni, per il vero ancora in gran parte sconosciuti, a dare espressione nel migliore dei modi alle mie riflessioni.
Così nasce la Sinistra Democratica a Chieti, ripartendo da un’etica che non sento stridere con ciò che stiamo facendo, ripartendo dall’onestà intellettuale di uomini e donne impegnati eppure presenti. Questi sono i miei “saggi”.

E’ questo il significato di politica che stavo cercando: la presenza. Non un rito di potere, ma la vicinanza nella diversità. Già sento un debito verso queste persone, grata per la fiducia accordatami senza chiedere.
Lo spirito critico accompagna tutti gli interventi, una vivacità schietta, tutta “abruzzese”, che non può che fare di questo movimento un’ottima incubatrice. Al di là della forma organizzativa che assumerà questa spinta propulsiva, tutt’ora indefinibile, ognuno (compresa me) sembra confermare la propria intima scelta.

-A sinistra come il cuore- è il primo slogan che ho imparato da piccolina e qui mi sembra proprio che si stia parlando di questo.

Maria Di Biase
SD Chieti



permalink | inviato da sdchieti il 30/6/2007 alle 12:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Come funziona una moderna democrazia?
29 giugno 2007

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un intervento di Giustino Zulli sulla vicenza dicarica di contrada Casoni di Chieti. invitiamo chiunque volesse manifestare la propria opinione sulla questione, liberamente e senza vincoli, ad inviarci il proprio intervento.

Intanto, ringraziamo Giustino!

A mio giudizio con il confronto, anche molto aspro, delle posizioni su argomenti complessi e difficili che vanno affrontati con la mente fredda proprio per evitare spinte emotive che non consentono di avere il giusto quadro della situazione. A condizione che ciascuna opinione, anche quando non la si condivide, possa essere espressa con tranquillità. Spiace dirlo ma è quanto è mancato nel corso di una assemblea molto partecipata -organizzata dalla  “Base del centrosinistra” presso la  scuola media Antonelli di via Amiterno- per discutere del problema della discarica di Contrada Casoni. Questo problema, come dimostrano vicende che si svolgono anche in altre parti del Paese, è di quelli particolarmente caldi che diventano incandescenti senza un’adeguata conoscenza, anche tecnica, dei problemi e senza una conduzione dell’assemblea che sia rispettosa dei diversi punti di vista. Non voglio entrare, almeno in quest’occasione, nel merito delle questioni, certamente complesse e difficili, che stanno a monte e a valle dell’impianto di smaltimento dei rifiuti che è sorto, sin dagli anni ottanta, in Contrada Casoni. Chieti era amministrata da una schiacciante maggioranza democristiana che ha avuto un potere illimitato nella questione dell’intera città, quella alta e quella bassa. Dopo la DC, per 11 lunghissimi anni, la città è stata amministrata dalla peggiore destra incarnata dal cucullismo che non mi pare abbia risolto i grossi problemi esistenti. Adesso, da appena 2 anni, c’è una giunta di centrosinistra sulla quale,peraltro, ho più volte espresso  valutazioni non propriamente entusiastiche.

E cosa succede? Che un movimento che si definisce “la base del centrosinistra” organizza una iniziativa per fare il tiro a piattello contro questa giunta.

È facile, molto facile soffiare sul fuoco del malcontento anche con atteggiamenti fisici che tendono a delegittimare una posizione diversa dalla propria  ed anche questo è successo nel corso dell’assemblea di giovedì sera.

Voglio qui, pubblicamente , dare atto alla dottoressa Mirta Sciocchetti, assessore all’ecologia del Comune di Chieti, di avere avuto molto coraggio e anche determinazione nell’intervenire, assieme all’ing. La Rovere, per tentare di esporre le sue opinioni.

Non c’è stato nulla da fare. Per quanto si sforzasse di mantenere il confronto su un piano di correttezza scientifica, non ha potuto svolgere il suo intervento in serenità. I presenti l’hanno interrotta, offesa, costretta a finire anzi tempo il suo intervento. E mentre parlava il prof. Giancarlo Quiriconi, apprezzatissimo docente dell’Università D’Annunzi e componente “La base” che stava in  presidenza, scuoteva ripetutamente la testa per far capire che tutte le cose che stava dicendo Mirta Sciocchetti erano false.

E che dire della contestazione fatta da Silvio Di Primio, un altro esponente della “base” che ha aspettato l’andata via dell’ing. La Rovere per affermare che tutte le cose da lui dette erano false?

In sala, a godersi lo spettacolo, due autorevolissimi personaggi dell’estrema destra teatina: il capogruppo di AN in Consiglio Comunale M;ario Colantonio e Mauro Febo, sconfitto Presidente della Giunta provinciale precedente e componente molto influente e importante degli 11 lunghi anni dell’era Cucullo di cui è stato Assessore alle Finanze e, a quanto si dice in giro, aspirante candidato Sindaco nelle prossime elezioni amministrative a Chieti.

Queste due anime candide, una delle quali ha gestito il potere senza mai intervenire per affrontare e possibilmente risolvere il problema della discarica di Contrada Casoni, sono state invitate dagli organizzatori a intervenire e lo hanno fatto nel religioso silenzio dei presenti che non avevano riservato lo stesso trattamento a Mirta Sciocchetti e salutate, alla fine dei loro demagogici interventi, da un caloroso applauso di tutti i presenti, compresi i rappresentanti della “base del centrosinistra” che si sono profusi in  pacche sulle spalle e calorose strette di mano. Evidentemente, Tocco Da Casauria sta cominciando a fare scuola.

In conclusione, voglio rivolgere un sincero apprezzamento all’assessore Mirta Sciocchetti- che peraltro è stata lasciata completamente sola a fronteggiare un’assemblea difficile e complessa che avrebbe richiesto la presenza di altri assessori o consiglieri comunali eletti  con moltissimi voti nella parte bassa della città- augurandomi che nelle prossime iniziative annunciate (un’assemblea in contrada Brecciarola il prossimo 2 luglio e una manifestazione il 13 luglio) ci sia la possibilità di un civile confronto, magari alla presenza di Franco Gerardini e Franco Caramanico, assessore regionale all’ambiente che potrebbero esporre il loro punto di vista sulla futura gestione dei rifiuti in contrada Casoni, e del Sindaco Francesco Ricci che dovrebbe ormai capire che il confronto della Amministrazione comunale con i quartieri più popolosi della città, più volte anche da me sollecitato, non è più rinviabile, altrimenti nelle prossime elezioni amministrative, con l’aria che tira, la città sarà riconsegnata alle destre.
Con buona pace di quelli della “base”.

Giustino Zulli

Chieti, 29 giugno 2007

Assemblea della Sinistra d'Abruzzo
29 giugno 2007

Alle/ai compagne/i della sinistra abruzzese
Alle associazioni,ai movimenti

"RICOMPORRE LA SINISTRA SOCIALE E POLITICA"
ASSEMBLEA REGIONALE DELLA SINISTRA ABRUZZESE


Care/i compagne/i,

al fine di approfondire il percorso avviato a livello nazionale e regionale, di coordinamento delle forze della Sinistra, siete invitati a partecipare ad un incontro che si svolgerà

SABATO 30 GIUGNO 2007 dalle ORE 10 alle ORE 17 presso il MUSEO VITTORIA COLONNA in Via GRAMSCI 1 – PESCARA
L'obiettivo è quello di raccogliere suggerimenti, proposte, idee per avanzare un'azione sociale ed istituzionale in particolare sui tre filoni individuati come primo terreno di possibile iniziativa: lavoro, sociale, ambiente...

E' poi necessario coordinare l'articolazione dell'iniziativa nei  singoli territori e verificare concretamente la possibilità di dare vita alle "Case della sinistra" come luoghi di iniziativa e punti di riferimento dell'azione della Sinistra. Ci pare inoltre utile, assieme alle forme di coordinamento possibili che insieme decideremo, confrontarci sulla realizzazione di un "Laboratorio della sinistra", inteso come luogo di riflessione più approfondita e di ricostruzione di un orizzonte programmatico comune, su cui coinvolgere le forze sociali e dei movimenti con cui abbiamo lavorato in questi anni. Insomma... un ampio arco di ragioni e temi su cui vale la pena ricostruire un'azione unitaria della Sinistra!
Vi aspettiamo!
Cordiali saluti
Il Segretario Regionale PRC, Marco Gelmini
Il Segretario Regionale PdCI, Angelo Di Rosa
Il Coordinatore Regionale Verdi, Mario Camilli
Il Coordinatore Regionale Sinistra Democratica, Gianni Melilla

Appuntamento importante
29 giugno 2007

                                  PESCARA

30 giugno, alle 10:30

presso il Museo Vittoria Colonna


si riuniranno tutti gli eletti nelle varie amministrazioni ed istituzioni della regione che fanno riferimento alla sinistra in Abruzzo: Sinistra Democratica, PdCI, Rifondazione Comunista e Verdi.

L'assemblea è aperta a tutte/i coloro (associazioni, semplici cittadini...) che sono  interessati al Movimento di Sinistra Democratica e a partecipare alla sua crescita nella nostra Regione.

Ti aspettiamo. In questo momento, il tuo contributo di idee, impegno e passione, è fondamentale!

Maria VB ....secondo Giustino (Zulli)
28 giugno 2007

A Maria, secondo la tradizione cattolica, arrivò un angelo per annunciarle la nascita di Gesù. A Maria Vittoria Brambilla, senza mediazioni angeliche, è stato direttamente Silvio Berlusconi ad annunciare che sarà Lei, una volta che si aprirà sul serio il problema della successione alla guida di Forza Italia, la prescelta anche come possibile candidata di un governo di destra che si ritiene ormai prossimo. Come si sa, Gianfranco Fini, Sandro Bondi, Fabrizio Cicchetto ed altre “teste pe(n)santi” della destra hanno accusato il colpo facendo notare, in contorte dichiarazioni alla stampa, il loro disappunto per la giovane età e l’inesperienza della delfina. Lei, invece, ce la sta mettendo tutta per somigliare sempre di più al Suo Signore. Da alcuni giorni, infatti, pontifica su tutto da una televisione che non poteva che chiamarsi, ovviamente, “la TV della libertà”. Maria Vittoria Brambilla spazia, come suol dirsi, nei cieli dell’alta politica rispondendo in maniera torrenziale- in questo come perfetto clone di Silvio- a domandine facili facili che vengono filtrate dalla regia. Come fare per parlare con la rossa ( per carità:solo di capelli!) e veemente Maria Vittoria?
Semplice: basta comporre il numero verde 800-858588 e subito il miracolo si dovrebbe compiere. Almeno così recita ciò che appare in sovrimpressione sul teleschermo.
Ho provato per due lunghi giorni a mettermi in contatto con Maria Vittoria Brambilla, la “Che Guevara” degli azzurri di Forza Italia ma, evidentemente, non sono stato fortunato o sono state tante le telefonate ricevute dal centralino da non permettermi di rivolgere a chi pontifica il non pagamento delle tasse semplicissime domande del tipo: “ricordando che sono stati stimati in ben 270 miliardi di euro gli importi delle evasioni fiscali, se non si pagano le tasse come faranno a funzionare gli asili nido, le scuole materne, elementari, medie inferiori e superiori, le Università? E gli ospedali? E la difesa? E la Polizia? E la Guardia di Finanza? Una voce registrata non ha fatto altro che ripetere che :”i nostri operatori sono momentaneamente occupati. Siete pregati di richiamare più tardi. Grazie”. Per 2 ore e per 2 giorni ho telefonato invano per avere il grande privilegio di fare domande nientepopodimeno che a Maria Vittoria Brambilla. La TV della libertà, come la chiama Lei, a mio avviso è l’ennesimo bluff di Forza Italia. Provare a telefonare per credere.
Giustino Zulli
Chieti, 26 giugno 2007

Caro Walter per salvare l'Italia il Pd non può bastare
28 giugno 2007
Caro Walter,
innanzitutto auguri sinceri. Credo di sapere le gravosità dell’impegno di cui ti sei fatto carico. Conosci le miei opinioni sul nascente PD. Non ho cambiato idea.Non voglio qui con te riaprire una discussione che è ormai alle nostre spalle.Sono persuaso, peraltro, che al punto in cui si era giunti, il fallimento del progetto cui DS e Margherita hanno lavorato avrebbe comportato un danno per tutto il Centro Sinistra, per il Governo e per la stessa democrazia italiana. Aver scongiurato con la tua candidatura questo rischio è già un risultato.

Tuttavia non sono pochi i problemi con i quali tu, come leader del PD, e non solo tu, dovrai misurarti. Da tempo sono convinto che il segno che più contraddistingue le crisi della società italiana siano le sue divisioni. Sì, se dovessi indicare la prima cosa da fare per l’Italia, risponderei “unire l’Italia”. Unirla in un progetto per il suo futuro.
Ma per unire l’Italia, caro Walter, io penso che il PD non basti. E non solo per le sue irrisolte contraddizioni interne. Ma perché il problema si pone per altri, anche a sinistra.
A me non piace molto – anzi, per niente – l’espressione assai in voga della “crisi della politica”. Non capisco bene di cosa si parli. C’è invece una crisi di “credibilità” della politica.
Credibilità nel senso di responsabilità, di trasparenza, di onestà di rapporto con i cittadini. Non è facile. Ma nelle moderne democrazie si soffre di un deficit di libertà. Ma anche l’autonomia della politica è spesso messa in discussione da oligarchie economiche e finanziarie.
Non solo in Italia. Anche le fedi religiose tendono a invadere la sfera pubblica, a Oriente come a Occidente. Il principio di laicità è a rischio.
Far corrispondere nell’impegno politico ciò che si evoca, con ciò che poi effettivamente si pratica e si fa, non è semplice. Ma è ciò a cui dovremo tendere.
Praticare la politica in questo modo comporta anche e soprattutto scegliere, decidere.
Sinora il PD - o almeno i suoi partiti fondatori DS e Margherita – non sempre lo ha fatto. Anzi, quasi mai. Penso alla legge sui Dico, o a quella sul conflitto di interessi o al testamento biologico o alla legge elettorale o alle riforme istituzionali, ma potrei continuare.
L’elenco, lo conosci meglio di me.
Spero che tutto ciò possa cambiare. Voglio, semplicemente, rendere esplicita l’esigenza di armonizzare politiche economiche e fiscali, sociali, civili e culturali capaci di superare quelle profonde disuguaglianze – in alcuni casi vere e proprie rotture – che rischiano di far regredire la società italiana.
L’Italia è diventata più ricca. Ma anche più povera, e non solo economicamente.
Ora, la mia opinione è questa. Il PD in ogni caso non basterà, non sarà sufficiente una sola forza politica ad affrontare e dirimere i numerosi e complessi e intricati nodi politici che abbiamo di fronte.
Parlo della questione essenziale.Parlo della tenuta del Governo, parlo della coesione del centro sinistra. E’ una specie di precondizione, lo so. Ma essenziale.
Sinora le cose non sono andate bene. Ogni tanto scappa qualcuno. O a sinistra o al centro. O sull’Afghanistan o sui Dico. Il risultato è quello della paralisi o quello della contraddittorietà del messaggio. Il danno è enorme.

Questo è il più grande problema. Lo si deve affrontare. Vedo, da alcuni interessanti commenti, che con la tua candidatura alla guida del PD, i rapporti e gli equilibri politici nel centro sinistra e nel governo sarebbero semplificati.
Lo schema sarebbe questo. Al centro c’è il PD, a sinistra c’è la sinistra “alternativa” e “radicale”.
Questo sarebbe il nuovo “centro trattino sinistra”. A parte il fatto che – e lo dice uno che è molto critico verso il nascente PD – qualificare il PD come di “centro” mi sembra almeno riduttivo, in altrettanto modo mi sembra non corrispondere ai fatti che la sinistra italiana possa essere qualificata come “radicale” o “alternativa”.
E quando mai lo è stata? E’ stata sì radicale, in Italia, una sinistra minoritaria e massimalista.
Ma non quella sinistra di ispirazione socialista e democratica che nelle sue componenti è arrivata a superare il 40% dell’elettorato italiano.
Pensare o sperare che ciò che sta a sinistra del PD debba essere etichettato come “radicale” o “alternativo” è un abbaglio. Non corrisponde affatto alla realtà. Sono infatti persuaso, caro Walter, che non solo al PD, o al centro sinistra, ma alla democrazia italiana serva una forza davvero nuova, democratica e socialista, che nelle sue diverse componenti, comprese quelle liberali democratiche e ambientaliste possa rappresentare alle nuove generazioni un futuro in cui la crescita non sia soltanto economica, ma civile, culturale, morale. Questa forza non nasce contro il PD. Con il PD cammina fianco a fianco.
Una forza politica dunque che sia parte del PSE, perché è lì che i riformismi hanno saputo trovare le risposte alle aspirazioni ad una vita migliore, più libera, più sicura per milioni di uomini e donne.
Offrire un riferimento politico e ideale a chi non si riconosce nel Pd e non rinuncia alla sfida di un rinnovamento della società italiana e dello Stato che corrisponda alle nuove domande di vita è un bene per la democrazia italiana.
Lo dico perché penso che la società italiana abbia bisogno di una sinistra che si liberi dai miti, dai dogmi, dai simboli non solo sconfitti dalla storia, ma inservibili per il futuro. L’Italia avrebbe bisogno di una sinistra meno presuntuosa e saccente, più umile, in grado di imparare quanto di buono il socialismo democratico ha fatto in altri Paesi europei facendo dell’Europa il luogo del mondo con i più alti indici di benessere sociale, di ricchezza media individuale e di libertà e di uguaglianza.
Non sottovaluto affatto il percorso storico-politico, le conquiste raggiunte in Italia dai lavoratori e dalle classi non abbienti, come risultato delle loro lotte.
Ma con onestà anche a sinistra si dovrebbe riconoscere che in altri Paesi europei si è andati più avanti, liberandoci così una volta per tutte di quel neogiobertismo che troppo spesso e da troppo tempo ci affligge e ci paralizza nel nome di una pretesa autosufficienza italiana. Ora potresti chiedermi: ma perché fai a me queste considerazioni? Domanda lecita. Lo faccio perché sono convinto che al governo del Paese, al centro sinistra, alla democrazia italiana serve anche una nuova forza di ispirazione democratica e socialista.
Concludo da dove ho iniziato. Si restituisca credibilità alla politica conferendole spessore ideale. Dando significato alla sua missione. Una democrazia vive di diritti. Ma anche di doveri.
Una profonda riforma della democrazia italiana non può prescindere dalla affermazione di una etica dei doveri che abbia nella responsabilità, e nella responsabilità pubblica in particolare, il suo primo riscontro.
E’ qui che la politica è chiamata alla prova più impegnativa di questi ultimi decenni. Le miserie di una degenerazione e di un degrado della vita pubblica sono di fronte a noi.
Ma il contrasto a questa degenerazione va condotto anzitutto dalla politica che deve rinnovarsi nei suoi protagonisti anche con un forte ricambio generazionale e di genere. Ecco perché dovremo forse pensare ardito e agire accorto.
Gavino Angius

ecco il simbolo di Sinistra Democratica...
26 giugno 2007
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